Attesa per la scarcerazione del boss Raffaele Cutolo

img E’ attesa tra le prossime ore o i prossimi giorni la decisione del magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia sull’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione provvisoria della detenzione domiciliare, per motivi di salute, avanzata dalla difesa di Raffaele Cutolo, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata, detenuto al 41 bis nel carcere di Parma.

La richiesta, nell’ambito dell’emergenza Covid-19, è stata presentata martedì. “Abbiamo la massima fiducia in quello che farà il magistrato di Sorveglianza. Qualunque provvedimento emetterà lo rispetteremo”, dice all’ANSA l’avvocato Gaeatano Aufiero, difensore del boss. “Mi sarei aspettato, nei giorni scorsi, che lo stesso rispetto fosse riservato ad altri magistrati di sorveglianza e ad altri provvedimenti. I provvedimenti si rispettano anche quando non si condividono, anzi, più non si condividono più andrebbero rispettati. Ho letto e sentito cose raccapriccianti e che diffondono un clima di vero e proprio terrorismo psicologico. Non oso pensare il magistrato che dovrà decidere su Cutolo quale serenità potrà avere dopo quello che si è detto e scritto dei suoi colleghi”, prosegue il legale.

Il boss Raffaele Cutolo chiede i domiciliari: ‘Condizioni di salute gravi’

img in foto: Raffaele Cutolo

Quando è arrivato all’ospedale di Parma, Raffaele Cutolo era in fin di vita. Una grave polmonite, con febbre, che aveva costretto il fondatore della Nuova Camorra Organizzata a circa 20 giorni di ricovero. Era lo scorso febbraio e va precisato che le sue condizioni non erano collegate all’emergenza Coronavirus, come spiega a Fanpage.it l’avvocato del boss di Ottaviano, Gaetano Aufiero. Eppure quelle condizioni, che restano gravi anche se non è più in pericolo di vita, hanno spinto il difensore di Cutolo a presentare istanza di sospensione esecuzione pena e applicazione dei domiciliari al Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia.

È accaduto tutto un paio di giorni fa, sulla scia di una nota del Dap che invitava le carceri a monitorare i detenuti con più di 70 anni e con determinate patologie, vista l’emergenza sanitaria che vive l’Italia in questo momento. L’istanza presentata dall’avvocato Aufiero si basa sul diario clinico del detenuto condannato in regime di 41 bis, che ha ormai 79 anni di cui 42 trascorsi in diverse carceri italiane. «Le condizioni di salute non sono buone, sono decisamente serie anche in relazione all’attuale emergenza sanitaria. Io ho acquisito il diario clinico dal carcere – spiega Aufiero – data l’età mi è sembrato giusto e doveroso investire il giudice di questa cosa. Per me ci sono le condizioni perché un uomo malato di 79 anni, dopo 42 anni ininterrotti di carcere possa andare a casa. Lui era arrivato in fin di vita in ospedale, è stato curato benissimo, la degenza durò 20 giorni e già mi fece capire che le condizioni di salute erano gravi».

Quando era ricoverato all’ospedale di Parma, nel reparto riservato ai detenuti, Cutolo vide una sola volta la moglie Immacolata Iacone all’inizio della degenza, stando a quanto riferisce l’avvocato. Nei prossimi giorni Raffaele Cutolo potrebbe parlare al telefono con la moglie, che dovrà recarsi in caserma dai carabinieri per sentire il marito, ora nuovamente in carcere.

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“Raffaele Cutolo è in gravi condizioni: abbiamo presentato l’istanza di scarcerazione dall’istituto di pena di Parma e sollecitato la massima urgenza”: l’avvocato Gaetano Aufiero ha già inviato la richiesta a Reggio Emilia, dove un giudice si ritroverà, in attesa della ratifica del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, a dover decidere in tempi strettissimi sull’eventuale scarcerazione […]